Monopattini elettrici? Al lavoro su due ruote anche in Italia!

In tema di mobilità sostenibile stanno destando sempre maggiori curiosità i nuovi mezzi a motore elettrici: monopattini, hoverboard, skateboard, segway e monowheel.

Negli ultimi anni proprio i monopattini stanno letteralmente spopolando all’estero. La motivazione è senza dubbio la loro comodità: sono dotati di strutture leggere in alluminio con poche parti in plastica e gomma, come ad esempio parafango e impugnature del manubrio, pedane con gripper per non scivolare e ruote spesso prive di camere d’aria, che evitano quindi forature.

Un ulteriore punto a loro favore è rappresentato dal continuo fiorire di società di noleggio, che permettono a moltissime persone di avvicinarsi a questo mezzo con una spesa ridotta. Il loro meccanismo è molto semplice: tramite un’app dedicata si avvicina il cellulare al codice QR posto sul monopattino, si paga un corrispettivo per sbloccare il mezzo e successivamente una tariffa al minuto. Sono società piuttosto recenti ma che contano già svariati milioni di corse all’attivo, rispondendo ai bisogni di quanti si affidano a questa tipologia di mobilità innovativa per compiere gli spostamenti casa-lavoro, ma anche per andare a scuola e spostarsi da turisti.

Anche in Italia da diverso tempo i lavoratori a cui piace evitare di utilizzare l’automobile guardano con curiosità e interesse la possibilità di noleggiare un mezzo green, magari dalla fermata dell’autobus al proprio ufficio, o addirittura di comprarne uno e ripiegarlo dopo l’utilizzo sotto la scrivania.

Non è però tutto oro quel che luccica: dopo l’iniziale innamoramento alcune città estere stanno facendo i conti con le conseguenze dell’ingresso spesso incontrollato di questi mezzi sulle strade. Un esempio su tutti Parigi, la cui sindaca ha annunciato misure per fermare “l’anarchia dei monopattini”. Nella Ville Lumière i monopattini erano infatti entrati in assenza di una normativa specifica: oltre a diversi atti di vandalismo, capitava perciò che questi mezzi sfrecciassero in mezzo alle strade e venissero poi abbandonati in modo disordinato, creando intralci alla circolazione.

L’Italia, forse perché tra le ultime a legiferare sul tema e spettatrice oltre che dei successi anche delle problematiche, ha deciso di introdurre molto – per alcuni, troppo – cautamente questi mezzi. Dal 27 luglio, il decreto sulla micromobilità ha infatti consentito un test esclusivamente in ambiti urbani e per i comuni che approveranno la sperimentazione, regolamentandone circolazione e sosta. Ai Comuni spetterà anche il compito di installare una nuova segnaletica in ogni strada reputata adatta alla circolazione dei mezzi.

Diversi anche gli obblighi per gli utilizzatori: i mezzi elettrici devono essere omologati e possono circolare soltanto nelle strade dove è espressamente consentito il transito dall’apposita cartellonistica. Inoltre, quelli in grado di sviluppare velocità superiori ai 20 km/h dovranno essere dotati di un regolatore di velocità e nelle aree pedonali non potranno superare i 6 km/h. Da mezz’ora dopo il tramonto e quando le condizioni atmosferiche diurne richiedano illuminazione, potranno infine circolare solo mezzi provvisti di luce bianca o gialla fissa e catarifrangenti o luce rossa posteriore.

Per maggiori informazioni sulle novità in Italia introdotte dal decreto legge vi invitiamo a visitare il sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.