Detrazioni fiscali per pendolari: facciamo chiarezza

Ottime notizie per i lavoratori pendolari a proposito delle detrazioni fiscali degli abbonamenti per i mezzi pubblici.

Già con l’approvazione della Legge di Bilancio 2018, infatti, era stata introdotta la possibilità di detrarre, nella dichiarazione dei redditi, il 19% delle spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, fino ad un tetto massimo annuale di 250 euro. L’agevolazione riguarda sia le spese sostenute direttamente dal contribuente sia quelle affrontate per i familiari a carico: in entrambi i casi devono essere conservati tutti i titoli di viaggio e la documentazione relativa al pagamento. L’agevolazione si estende a tutte le categorie dei mezzi pubblici, pertanto a Modena ne potranno beneficiare sia i lavoratori che si spostano in autobus che quelli che si spostano in treno.

Il 19 luglio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, con la risposta 280, come indicare nella dichiarazione dei redditi l’abbonamento per il trasporto pubblico, nel caso questo venga in parte rimborsato dal datore di lavoro.

Non concorrono infatti a formare reddito di lavoro le somme erogate o rimborsate ai dipendenti dal datore di lavoro o le spese sostenute direttamente da quest’ultimo per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico, indipendentemente che queste coprano o meno l’intero costo del titolo di viaggio.

In particolare, sono stati forniti chiarimenti in merito alle modalità di comunicazione all’Amministrazione finanziaria delle somme corrisposte ai lavoratori per l’acquisto degli abbonamenti, al fine di consentire eventuali controlli fiscali.

La ditta, in qualità di sostituto d’imposta, è tenuta a esplicitare la quota dell’abbonamento rimasta a proprio carico (20%) in sede di compilazione della Certificazione Unica, riportandola nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 del TUIR”, con il codice 40, previsto proprio per le “spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale”.

La quota rimanente dell’abbonamento a carico del lavoratore (80%) dovrà invece essere riconosciuta quale onere detraibile direttamente dal datore di lavoro e riportata nella sezione “oneri detraibili” della Certificazione Unica al punto 342, con l’indicazione nel punto 341 del suddetto codice 40, ai fini della detrazione Irpef del 19%.

Ragioni in più per cambiare la modalità di raggiungere il proprio posto di lavoro, soprattutto se questo è distante da casa, beneficiando delle detrazioni fiscali e diminuendo il proprio impatto ambientale.